Diluvio di Nicola Galli si presenta come un’indagine coreografica sul naufragio come condizione del presente, in un tempo attraversato da fratture profonde e dalla fragilità dei legami sociali. La performance apre uno spazio di attraversamento tra macerie e possibilità, interrogando ciò che resta e ciò che può ancora essere ricomposto nel vivere collettivo.
La creazione si ispira al romanzo Il signore delle mosche di William Golding e ne mette in scena una libera e critica re-interpretazione traslando la narrazione, il luogo e il tempo originali. I ricordi, gli incubi e le allucinazioni del racconto trovano nuova forza narrativa attraverso un processo di decostruzione e riscrittura scenica che intreccia vocalità, movimento e suono. Il desiderio di salvezza dei giovani naufraghi – manifestato nell’attesa del ritorno e nei tentativi di ripristinare forme di convivenza conosciute – si dissolve, lasciando spazio a una nuova percezione del naufragio: non più fine ma varco per immaginare il futuro, slancio verso inedite modalità di aggregazione e verso la costruzione di spazi di appartenenza in cui scoprire nuove forme di connessione.
In Diluvio la danza e la musica sprigionano il loro potere lenitivo, lisergico e catartico, diventando territorio di liberazione dei corpi ed esperienza di trasformazione personale e collettiva. Attraversando sonorità, immaginari, tendenze ed estetiche delle controculture techno, trance e alternative rock, la scena si fa spazio fluido e immersivo, assottigliando la distanza tra performer e pubblico e dissolvendo i confini dello spettacolo, fino a trasformarsi in a una discoteca al crepuscolo del mondo. Una pioggia battente e ritmica di luci, suoni, corpi, voci e sudore: un vortice sensoriale nel quale tuffarsi per partecipare ad un rituale di festa collettiva.
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