In Cosmorama, Nicola Galli sposta la danza fuori dallo spazio teatrale e si apre al paesaggio: la performance si configura come un attraversamento itinerante in contesti naturali e all’aperto, guidato da due corpi in azione che attivano una pratica di esplorazione e mappatura degli elementi del reale. Il movimento diventa così uno strumento percettivo, capace di leggere e riscrivere ciò che normalmente osserviamo come sfondo.
Tra vedute lontane e prossimità del gesto, tra sguardo panoramico e dettaglio corporeo, la coreografia costruisce un cammino fatto di linee, punti di fuga e contrappunti visivi e sensoriali. In questo percorso si apre un’esperienza che invita a un esercizio condiviso di attenzione, in cui il paesaggio non è più semplice cornice ma materia viva di relazione.
Rovesciando la gerarchia dello sguardo e riconoscendo la danza come fenomeno diffuso nel mondo, Cosmorama diventa un’esperienza di percezione estesa, un’ascensione collettiva che invita a riscoprire il vivere, l’osservare, il costruire e il danzare il paesaggio come atto continuo e condiviso.
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