We came to dance

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Informazioni

Cosa significa essere un danzatore quando danzare è vietato? Come ci si sente a non poter praticare l’arte a cui si è dedicata tutta la vita? Partendo da queste domande, la drammaturga iraniana Nasim Ahmadpour e il regista Ali Asghar Dashti presentano una lettera d’amore al teatro, che prende il titolo dal verso di una canzone degli Ultravox. Due danzatori completamente immobili descrivono i movimenti che farebbero se potessero ballare. Attraverso le loro parole, sul palcoscenico prende vita una coreografia solo immaginata, che si intreccia al racconto di episodi reali del passato recente dell’Iran. We Came to Dance ci invita all’ascolto, rendendoci testimoni e responsabili delle storie degli artisti iraniani in una performance di struggente potenza.

Altre informazioni

Supervisione del progetto: Shahram Mokri

Coreografie: Mostafa Shabkhan
Video: Mohammadreza Rahmati Disegno
Luci: Niloofar Naghibsadati
Graphic design: Farhad Fozouni
Tecnologia: Jafar Hejazi
Assistente alla regia: Fatemeh Rouzbahani
Produzione: Gruppo teatrale Don Chisciotte Coproduzione internazionale: BAM teatro / Kunstenfestivaldesarts

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