«L’unico scrittore inglese della fine dell’Ottocento che tutti hanno letto» era, in realtà, irlandese. Oscar Wilde è uno dei personaggi più irriverenti, studiati e amati dell’epoca vittoriana: la sua opera parla a tutte le generazioni e i suoi aforismi brillanti sono citati, spesso inconsapevolmente, da moltissime persone.
«Torniamo a studiare e rappresentare Wilde, dopo L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO e ATTI OSCENI di Moisés Kaufman – scrivono i registi – perché crediamo che attraverso le sue parole, le sue storie e i suoi personaggi si possano sviluppare anticorpi sani contro il conformismo, risvegliando la coscienza critica».
UN MARITO IDEALE è una commedia brillante sulla doppiezza e l’ambiguità dell’essere umano. Sir Robert Chiltern, politico stimato e ‘marito ideale’ di Lady Gertrude, nasconde un segreto: anni prima aveva venduto un’informazione riservata per arricchirsi. Di quel gesto è a conoscenza Mrs. Cheveley, che tenta di ricattarlo per ottenere un favore altrettanto illecito. Ne nasce una trama di complotti, colpi di scena, impareggiabile ironia, dove nulla è come sembra.
Gli abiti disegnati da Ferdinando Bruni e la scenografia di Carlo Sala sono ispirati agli inganni ottici e all’arte cinetica: un mondo scenico e visivo che invita a non fidarsi di ciò che si vede o si sente. A dubitare che la realtà sia riconducibile a un contrasto tra bianco e nero.
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