Chi è Tartufo? Un truffatore o un eroe? Un prete o un politico? Un sant’uomo come vuole il padrone di casa, o un impostore come vuole il resto della famiglia che lo ospita? Molière critica la religiosità ipocrita e la manipolazione delle persone attraverso il falso culto della moralità, dipingendo una satira pungente sulle classi sociali e la loro vulnerabilità alle false apparenze. Uno dei più grandi capolavori comici nella lente feroce di Michele Sinisi, in scena un cast comico superlativo – da Sara Drago a Gianni D’addario – per raccontare una società che non salva nessuno.
“L’ingresso di Tartufo, all’inizio del terzo atto, fa l’effetto di un’apparizione insolita, capace di zittire l’intera casa. Lo spazio del palcoscenico sempre ingrandirsi per contenere, insieme alla nostra curiosità, le poche lente sillabe dell’ospite mai visto ma preceduto da tante parole dette su di lui. Tartufo è forse l’essenza ultima del male. Per accogliere la natura di questo personaggio dobbiamo cercarla in noi” / Michele Sinisi
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