Il progetto Teatro Stalla – Caution, Construction Area è intimamente legato alla poetica di Matteo Latino, ma ancor più all’esigenza di elaborare a quasi dieci anni dalla sua scomparsa i temi e le modalità del suo lavoro, in un dialogo continuo tra passato e presente, ricordi e macerie. In una primissima fase di riscoperta e di ricerca ci siamo imbattuti nel concetto di Eingedenken, tradotto in italiano da Stefano Marchesoni con la parola immemorare (Ernst Bloch – Walter Benjamin “Ricordare il futuro – Scritti sull’Eingedenken” a cura di Stefano Marchesoni).
Non si tratta semplicemente di un richiamare alla memoria, ma della volontà di sentire il presente attraverso un’esigenza che viene dal passato, svelandone il carattere incompiuto, dunque aperto.
Il processo di ricerca stesso diventa traccia, disseminata nello spazio, uno spazio fisico, e anche spazio della memoria, su cui agiamo.
Il ricordo stesso è aperto, si modifica continuamente, non è immutabile.
Il ricordo è dunque una possibilità, una potenzialità che attende ancora di essere realizzata… qualcosa che può accadere ancora, in forma nuova.
Siamo partiti da queste tracce, da ciò che è rimasto, da un’assenza, un vuoto, dai nostri buchi, per restituire e soprattutto restituirci un pezzo di un’opera stratificata, di natura rapsodica, dove la parola poetica si fonde con la performance, la techno, il jumpstyle, gli slogan sulle t-shirt, le diapositive vuote, gli ambienti sonori. Per provare a darle nuovi significati, espandendone e moltiplicandone i segni.
contributi vocali Matteo Latino, Elisa Angelini
occhio esterno Chiara Bersani
promozione, cura e diffusione Giulia Traversi
costumi Federica Terracoma
co-produzione Spazio Kor
con il sostegno di Armunia, Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna, L’arboreto-Teatro Dimora | La Corte Ospiale, Kollatino Underground, Agriturismo Montesacro, Spintime Lab Roma
Esprimi il tuo giudizio da 1 a 5 Applausi


Invita i tuoi amici a vederlo con te: