Euripide ci parla di pacifismo e amore tra i popoli, di dolore e di pietà.
«Le supplici sono le sette madri degli eroi uccisi presso le porte di Tebe. Giungono ad Atene per implorare Teseo: recuperi i cadaveri dei vinti, dei figli uccisi, a costo di fare guerra a Tebe che non li vuole restituire.
Un rito funebre che si trasforma in un rito di memoria attiva – scrive la regista – per andare a scandagliare le ragioni politiche che hanno portato alla morte dei figli e alla distruzione dei valori dell’umanesimo. Che siano le donne a compiere questo viaggio di ricostruzione e conoscenza mi è parso necessario e naturale».
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