Provare davvero a chiedersi come una Germania arrivata ai picchi della produzione culturale e artistica occidentale possa avvallare negli anni ’30 del ‘900 il nazismo equivale a mettere in dubbio una spiegazione che si nasconde in ognuno di noi e addossa tutte le colpe al popolo tedesco di quel tempo. La narrazione di Paolo Colombo suggerisce una diversa prospettiva e racconta – con l’aiuto di immagini, filmati e musiche – il frenetico succedersi di clamorosi cambiamenti (difficile ormai da percepire oggi) che interessa tutta l’Europa tra la seconda metà dell’800 e gli inizi del ‘900. In una trascinante carrellata si succedono Marx e Freud, Einstein e Joyce, Schönberg e Darwin, il cinema e l’automobile, le onde radio e il futurismo, le avanguardie artistiche e il colonialismo…
Forse, ai contemporanei di Adolf Hitler, il mondo era ‘esploso’ in mano con tutte le coordinate che lo definivano fino a quel momento.
immagini e suoni Pietro Cuomo
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