In settembre non arriverà mai, performance con musica dal vivo dell’autrice, danzatrice e artista visiva Noemi Piva, il pensiero narrativo diventa il punto di partenza per un’indagine sul modo in cui costruiamo la realtà attraverso le storie che ereditiamo, assimiliamo e trasformiamo.
A partire da queste domande, la performance riflette sullo sviluppo del pensiero narrativo durante la crescita: una risorsa indispensabile per la costruzione di vocabolari personali e chiavi di lettura dell’esistenza, individuale e collettiva. In particolare, esplora come la trasmissione di racconti all’interno del nucleo familiare e la possibile manipolazione della verità in questo contesto influenzi la percezione della realtà, le competenze psicosociali e la capacità di generare storie a propria volta.
Queste tematiche vengono attraversate mescolando movimento, suono, installazione e testo poetico: l’incontro tra codici diversi rende percepibile una galassia di frammenti narrativi e tempi sovrapposti, luoghi della memoria e del racconto, in cui emergono, a tratti, le voci singolari di chi ha lasciato parti di sé.
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