Sette a Tebe – Questo terribile amore per la guerra

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Gabriele Vacis e i ragazzi di PoEM attraversano Eschilo per interrogare il presente e la nostra relazione profonda, quasi ancestrale, con il conflitto. Al centro della scena c’è Tebe sotto assedio: una città chiusa nelle sue mura, minacciata da un nemico esterno che però, alla settima porta, rivela il volto del fratello. Perché ogni guerra, prima o poi, è anche guerra civile. Il testo antico si intreccia a voci contemporanee, dati sulle armi moderne, riflessioni storiche e culturali, in un dialogo con autori come Sun Tzu, Brecht e James Hillman. I giovani interpreti di PoEM portano in scena pensieri, paure, desideri e fragilità della loro generazione, trasformando la tragedia in un rito fisico e corale. Parole, canti, gesti e movimento compongono un corpo unico, capace di far risuonare il mito nel nostro tempo e di guardare senza retorica alla terribile vitalità della guerra, là dove amore, ferocia e paura sembrano confondersi.

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​scenofonia e ambienti di Roberto Tarasco

produzione PoEM Impresa Sociale con Artisti Associati Gorizia e Fondazione ECM Settimo Torinese

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