Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo

5,0
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0 Nel Foyer

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Accusato di rapimento e violenza sessuale, venne assolto per infermità mentale perché affetto da disturbo di personalità multipla. Da questo caso reale prende spunto il testo di Gianni Forte (Compagnia Ricci/Forte), trasformato dal regista Fausto Cabra in un lavoro intenso e politicamente necessario. Un’indagine radicale sulla fragilità dell’identità e sull’illusione dell’“essere sé stessi”, mito tossico che oggi governa il nostro immaginario.
Verità e finzione s’intrecciano in un continuo cortocircuito che costringe lo spettatore a fare i conti con le proprie zone d’ombra. In un’epoca di semplificazioni e certezze preconfezionate, lo spettacolo ci invita invece ad abitare le sfumature, a riconoscere la contraddizione come parte fondante della nostra natura.
Straordinaria la prova d’attore di Raffaele Esposito: crudele e tenerissimo, magnetico e devastante, in un corpo che diventa campo di battaglia per molteplici voci e identità.

Altre informazioni

Scene Stefano Zullo
Disegno luci Martino Minzoni
Costumi Eleonora Rossi
Musiche Mimosa Campironi
Grafica e contributi video Francesco Marro
Aiuto regista Anna Leopaldo
Direttore di scena Riccardo Scanarotti
Elettricista Martino Minzoni
Sarta Giulia Leali
Scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
Costumi realizzati dalla sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni

Produzione Teatro Franco Parenti
Si ringrazia Leslie Kee per l’immagine di locandina e Pietro Micci per la partecipazione in video

Foyer

Una risposta

  1. Ho visto questo spettacolo 5 volte, di cui 4 in una regione a circa 900 Km dalla mia. E lo rifarei ancora, perché è uno spettacolo che non ti lascia indifferente, che ti turba, ti coinvolge, che “ti si incolla” addosso. Il testo particolare e l’interessante regia sono valorizzate dalle straordinarie prove attoriali degli interpreti.
    Immenso Raffaele Esposito che, con la sua fisicità, ma soprattutto, con i molteplici e repentini cambi di registro riesce a coinvolgere lo spettatore, che si sente partecipe del dolore di Billy.

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