MTM Teatro Litta - La Cavallerizza
Giovanni Raboni ripercorre in forma poetica il racconto della vita e della morte di Cristo.
Lui, il Protagonista, è assente, o almeno non si vede. A parlare sono gli altri, i comprimari, i testimoni, quelli che c’erano ma che soltanto dopo, a cose fatte, a prodigio o delitto consumato, acquistano una consapevolezza innocentemente o colposamente frammentaria degli eventi che li hanno sfiorati, dell’evidenza e del mistero di cui sono stati spettatori.
Ciò che si rappresenta non è tanto, insomma, la Passione, quanto lo stupore, l’incredulità, l’incomprensione, l’avversione, l’indifferenza, lo sgomento, il raccapriccio, l’angoscia e, d’altra parte, le improvvise, folgoranti certezze del “pubblico” della Passione, inaccessibili alla ragione, come ancora, dopo duemila anni, le nostre.
Marco Rampoldi porta in scena il poema in modo asciutto, minimale, essenziale, per dare la maggior forza possibile alla potenza del linguaggio e della poesia.
Percussioni Emanuele Cavalli
Produzione Rara
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