Insieme di ricordi, e che in realtà i tre fratelli sono dall’inizio del viaggio su un’altra barca, quella che li traghetterà in un posto diverso da quello che immaginano. Inevitabile sorge il paragone con il tragico esodo migratorio che oggi vede protagonisti i popoli africani e ci troviamo a riflettere su quello che è toccato a noi, proponendo provocatoriamente un cambiamento di prospettiva che vede i carnefici ritrovarsi al posto delle vittime, e che magari può dare spunti di riflessioni su un tema che tocca inevitabilmente tutti noi. La migrazione è un ciclo continuo, che va da un popolo all’altro e ne vede sempre gli stessi effetti, dall’esodo, alla discriminazione, all’appropriazione culturale, in un’infinita danza di contrasti e aperture.
Produzione Io non ti conosco – Sant’Antonio d’Abate (NA)
Durata 56 min
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