Ofelia è l’innamorata che si dissolve nel suo stesso amore.
Eroina dell’Amleto di Shakespeare, la vediamo amare fino a impazzire per logoramento; la vediamo cantare, regalare fiori e pronunciare frasi sconnesse. Lo spettacolo la immagina, dolente, tra la sua ultima apparizione nell’opera e il ritrovamento del suo corpo.
Ma cosa accade in quel tempo “off”, quando, libera da ogni vincolo, si perde nella natura fino a lasciarsi cullare dal fiume? Un viaggio interiore, un lungo canto, in cui ritroviamo la nostra esperienza amorosa.
Viola Graziosi, già premiata per questa sua interpretazione, incarna e trasmuta la natura del personaggio in uno spettacolo, un teatro di poesia immerso in un paesaggio sonoro, creato dal musicista di fama internazionale Arturo Annecchino.
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