Sinossi
Quello che dobbiamo immaginare …
Un vecchio marinaio e una ragazzina, un’isola deserta a picco sul mare di nome Morte Frontiere su cui c’è un castello e una barca che fa avanti e indietro dall’isola all’approdo della terra ferma chiamato Nodo.
Un titolo, Mercurio, che è un elemento chimico ma anche un pianeta e soprattutto è un dio alato che con la sua velocità sposta e cambia i termini per comprendere
Un infermiera ingenua che arriva ogni giorno dalla terraferma, novello Caronte, traghettatore curioso con un piano ben preciso.
Quello che dobbiamo sentire…
Le corrispondenze e quello che aprono nomi, numeri e personaggi, lasciandoci trasportare in un luogo, la nostra isola, dove le cose non sono mai quelle che sembrano.
Quello che dobbiamo risolvere…
Chi è la vittima e chi il carnefice in questa storia?
Il Capitano è davvero il terribile aguzzino che Hazel descrive?
Francoise è davvero animata soltanto da un nobile impulso?
Dove sono i libri di cui si parla tanto?
Dov’è l’unico specchio che si sa essere nel castello?
E se tutto questo è un incubo, chi è che sogna e chi è che viene sognato?
Mercurio può sembrare una favola dark, una storia romantica sull’amore, ma quasi subito ci accorgiamo di avere a che fare con un gioco perverso dove nulla davvero è come appare, un labirinto da cui si può uscire ma nessuno esce mai. L’invito è quello di entrare nel gioco e di farne parte. La regola è chiara. Siamo tutti nello stesso tempo vittime e carnefici di noi stessi e degli altri.
Benvenuti a Morte Frontiere…
Altre informazioni
Da Mercurio di Amélie Nothomb
Assistente alla regia Luca Ligato
Scenografia Giovanna Angeli
Costumi Stefania Di Martino
Tecnico luci Christian Laface
Tecnico audio Gabriele Copes
Produzione Compagnia Corrado d’Elia
Critica
alibionline.it
dramma.it
sipario.it
spettacolinews.it
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