Letizia forever

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Informazioni

“Picchì, io, di mio, non la faccio troppo intelligente, la gente, intelligente di capire la storia mia, voglio dire, di capirla vera, ca la gente non è mai troppo intelligente, per me, intelligente di capire veramente le cose”
Lo spettacolo pluripremiato compie 10 anni dal suo debutto e continua a rappresentare per molti “un piccolo capolavoro di inconcludenza”, mescolando ironia, cinismo, e una mirabolante sapienza narrativa, con una palese menzogna efficacemente allusiva.
Letizia forever è una donna sgrammaticata, esilarante, poetica, semplice e complicatissima, dal linguaggio dirompente, assolutamente personale, intriso di neologismi, solecismi, e non sense semiotici che diventano caricaturali non appena prendono di mira l’instabile certezza dei luoghi comuni. È una donna che racconta
la propria esistenza, un’esistenza fatta di soprusi, di ignoranza, di rocambolesche peregrinazioni emotive.
Ed è anche una musica, Letizia forever, quella dei “fabulosi anni ‘80”; una musica che entra in collisione con la storia, o la sollecita, o la sorprende.
Ma Letizia forever è soprattutto una distonia della personalità, un accanimento sociale, un rebus irrisolto, e irrisolvibile.
Qualche parola su Letizia forever
Salvatore Nocera risulta altamente credibile per la forza compressa espressa nel suo phisique du role da rugbista, per questa leggerezza mista a rassegnazione, per questa dolcezza mischiata alla speranza marcita, per quei piccoli docili gesti che ne tratteggiano l’interiorità violata e la carne percossa di privazioni. Palazzolo, come Scimone e Sframeli, come Moscato, riesce a ricreare scenicamente atmosfere di spazi angusti soffocanti nei quali esplodono l’asfissia degli affetti, l’anoressia dei sentimenti, l’afasia dei rapporti umani, il soffocamento della felicità, la claustrofobia dell’essere umano senza futuro.
Tommaso Chimenti – Sipario
Letizia forever è uno spettacolo-gioiello. Tutto combacia perfettamente: una drammaturgia surreale e originalissima – come deve essere la nuova produzione contemporanea – una regia nuda, minimale, statica, in cui è la sola parola a muoversi come una palla di fuoco, in maniera dislessica eppure sentimentalmente comunicativa. Salvatore Nocera è un interprete straordinario che da solo, in quasi due ore di spettacolo, riempie lo spazio divenendo, da immobile, coreografia di un intero corpo di ballo.
Angela Di Maso, Roma
 
testo, scene e regia di Rosario Palazzolo
con Salvatore Nocera
light designer Gabriele Gugliara
assistente alla regia Irene Nocera
un progetto Teatrino Controverso e T22
produzione esecutiva A.M.A. Factory
Spettacolo vincitore della Biennale Marte Live (Sicilia) 2014
Premio Festival Teatri di Vetro 2014
Selezione Torino Fringe Festival 2015
 

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