MTM sceglie di riallestire lo spettacolo che dieci anni fa ha inaugurato l’unione tra il Teatro Litta e Grock celebrando la tradizione teatrale della Commedia dell’Arte in un gioco sfrontato di “teatro nel teatro”.
Tutta la vicenda ruota attorno ad Arpagone e al suo bisogno di accumulare, alla paura di essere derubato, alle sue ridicole e insopportabili economie ma soprattutto all’aridità di un cuore che non ama niente e nessuno a parte la sua cassettina piena di denaro. Sospettoso, iracondo ed egoista, Arpagone non esita a preferire il suo denaro ai figli e persino nel finale egli non si redime, continuando ad anteporre i beni materiali agli affetti familiari.
La rilettura di Valeria Cavalli prende spunto anche da L’improvvisazione di Versailles di Molière, di cui il protagonista è lo stesso autore, un’opera che mostra ciò che avviene dietro le quinte e la dicotomia uomo/attore, che fa nascere un’istintiva relazione e una complicità con il pubblico, portato così a contatto con la parte più segreta della rappresentazione teatrale.
Nella cornice di un teatrino mobile e decadente si rappresenta dunque L’avaro, recitato coralmente da un gruppo di guitti in un susseguirsi ritmico e dinamico di scene e controscene, in cui tutti i personaggi sono coinvolti in una congiura contro l’avaro e l’avarizia. Non è solo la vicenda raccontata da Molière a vivere sul palco, ma anche la quotidianità degli attori dietro il sipario. Gli interpreti recitano e partecipano, restano in scena e assistono come fossero parte del pubblico, vicini agli spettatori in sala e alle loro emozioni.
Da Molière
traduzione e adattamento Valeria Cavalli
musiche Gipo Gurrado eseguite da Nema Problema Orkestar
assistente alla regia Pietro De Pascalis
costumi Anna Bertolotti
scenografia e disegno luci Claudio Intropido
realizzazione scene Maria Chiara Vitali
foto Alessandro Saletta
produzione Manifatture Teatrali Milanesi
MTM Teatro Leonardo
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