Un paese che ha appena raggiunto una fragile democrazia. Un avvocato, presidente della commissione di indagine sui desaparecidos, viene riaccompagnato a casa da uno sconosciuto che gentilmente gli dà un passaggio. Sua moglie Paulina, segnata dalle violenze subite sotto la dittatura, crede di riconoscere in lui l’uomo che l’ha torturata sulle note de La morte e la fanciulla di Schubert. Lo sequestra, vuole una confessione. Perché, per sopportare la violenza della memoria, cerca una liberazione che solo la parola del suo aguzzino può darle. Nel finale, che illumina il paradosso del farsi giustizia da sé, Paulina diventerà a sua volta carnefice rinnegando se stessa?
Elio De Capitani porta in scena, con nuovi e potenti interpreti, il testo di Dorfman che continua a interrogarci: «dramma di una crisi, intesa come crisi dei singoli, dei cittadini, dei sessi, del vivere comunitario, del pensiero e degli atti della giustizia». In occasione dei cinquant’anni dal golpe in Cile, il celeberrimo testo di Dorfman torna per emozionare nuove generazioni di spettatori.
Traduzione Alessandra Serra
Scene Carlo Sala
Luci Nando Frigerio
Foto Salvatore Pastore
Produzione Fondazione Campania dei Festival, Teatro Stabile di Napoli, Teatro dell’Elfo
Durata: 1 ora e 50 minuti
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