J E ACCA lo strano caso

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Sinossi

Nel capolavoro di Stevenson Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde i personaggi che appaiono vivono in un’atmosfera inquietante, fosca ed ossessiva. Un’atmosfera che continuamente riflette ed amplifica stati d’animo e personalità. Creature sole vivono nelle loro dimore. Hanno poche amicizie e quando raramente escono dalle loro case si aggirano in una città semideserta. È sempre notte, tutto è avvolto nella nebbia, nell’oscurità.
Contrari, opposti, coabitano nel buio e il caso fomenta sguardi, sussurri, gesti, urla e suoni.
Utilizziamo questo romanzo per creare una drammaturgia eversiva.
L’agire scenico ruota intorno alla considerazione dell’indissolubilità tra bene e male e i tentativi di separarli risultano sempre fallimentari, tragicomici e deformi. Le identità si interrompono, vacillano e si moltiplicano, scambiandosi i pensieri.
Scorgiamo personaggi sempre in bilico tra sogno e veglia, tra razionalità e follia, tra finzione e realtà.
Vogliamo giocare e buttarci a capofitto nella zona d’ombra cercando delle chiavi per varcare la misteriosa porta di là.
Chi c’è dietro la porta?
È un sogno?
È il tuo, il mio …o di chi?
Possiamo fare di tutto?
Possiamo perdere il controllo di noi stessi?
Nella libertà della scrittura scenica entreranno anche altri autori oltre a R.L Stevenson tra cui Thomas Bernhard, Guy de Maupassant e Fedor Dostoevskij.

Altre informazioni

Scene di Rossana Gay e Paola Tintinelli

Assistente alla regia e disegno luci Chiara Senesi

Collaborazione drammaturgica Rita Frongia

Foto di Luca Del Pia

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