Nell’anno del suo Cinquantesimo e a quattrocento anni dalla nascita di Molière, il Parenti dà inizio a una trilogia dedicata al drammaturgo francese partendo proprio da quel Malato immaginario che agli inizi degli anni ’80 irruppe nel teatro italiano nel coraggioso allestimento di Andrée Ruth Shammah, con uno straordinario Franco Parenti nel ruolo di Argan.
Sotto la candida cuffia di pizzo, con la vestaglia bianca e le calze molli sui piedi ciabattanti, l’Argan, interpretato con intelligenza e ironia da Gioele Dix, testimonia la paura e la solitudine del nostro tempo, l’incapacità genetica di prendere decisioni.
Traduzione Cesare Garboli
Scene e costumi Gianmaurizio Fercioni
Luci Gigi Saccomandi
Scene dipinte da Santino Croci e Federico Carrassi
e realizzate da Tommaso Serra presso il Laboratorio del Teatro Franco Parenti
Costumi realizzati dalla sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni
Produzione Teatro Franco Parenti
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2 Responses
Spettacolo gradevolissimo in cui si fondono aspetti di riflessione con spunti ironici e divertenti. L’impianto scenico è essenziale, i costumi di grande effetto vestono attori talentuosi che con grande efficacia danno un ritmo incalzante alla storia. Tutti veramente molto bravi , un plauso anche alla regia
Spettacolo gradevolissimo in cui si fondono aspetti di riflessione con spunti ironici e divertenti. L’impianto scenico è essenziale, i costumi di grande effetto vestono attori talentuosi che con grande efficacia danno un ritmo incalzante alla storia. Tutti veramente molto bravi , un plauso anche alla regia