Piccolo Teatro

Piccolo Teatro Studio Melato

Il grande vuoto

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Informazioni

«Il punto è trasformare il dolore in bellezza. Ci riusciremo ancora?» Fabiana Iacozzilli affida a Re Lear, una tra le più cupe tragedie di Shakespeare, il compito di trasfigurare il dolore attraverso il filtro teatrale. Con il suo ultimo lavoro, l’autrice porta sul palco l’amore tra una madre malata di Alzheimer e i suoi figli, inquadrando, con una messa in scena a metà tra teatro e riprese video in diretta, le fasi dell’ultimo pezzo di strada percorso da una famiglia prima di perdersi nel vuoto.
Scritto a partire da improvvisazioni e testimonianze dirette e ispirato ai romanzi Una donna di Annie Ernaux, Fratelli di Carmelo Samonà e I cura cari di Marco Annicchiarico, lo spettacolo ritrae un’ex attrice, colpita da una malattia neurodegenerativa, alla quale rimane solo il ricordo di un monologo shakespeariano, mentre gli oggetti di una vita – vestiti, cartoline, calamite e fotografie – fanno da sfondo, come tracce tangibili di esistenze svanite.

Altre informazioni
Dramaturg Linda Dalisi
Performer  per la prima volta in scena
Progettazione e realizzazione scene Paola Villani
Luci Raffaella Vitiello
Musiche originali Tommy Grieco
Suono Hubert Westkemper
Costumi Anna Coluccia
Video Lorenzo Letizia
Aiuto regia Francesco Meloni
Scenotecnica Mauro Rea, Paolo Iammarone, Vincenzo Fiorillo
Fonico Jacopo Ruben Dell’Abate, Akira Callea Scalise
Direzione tecnica Francesca Zerilli
Assistenti Virginia Cimmino, Francesco Savino, Veronica Bassani, Enrico Vita
Collaborazione artistica Marta Meneghetti, Cesare Santiago Del Beato
Ufficio stampa Antonella Mucciaccio
Produzione Cranpi, La Fabbrica dell’Attore, La Corte Ospitale, Romaeuropa Festival
Con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna
Con il sostegno di Accademia Perduta / Romagna Teatri, Carrozzerie n.o.t, Fivizzano 27, Residenza della Bassa Sabina, Teatro Biblioteca Quarticciolo

Si ringraziano Luisa Pacilio, Martina Bonati, Martina Tirone, Clara Greco, Benjamin Miller, Mirko Lorusso, Irene Paloma Jona, Marco Ferrara, Beth McCreton, Angela Di Domenico, gli spettatori e le spettatrici del Teatro Herberia Rubiera; Fondazione Casa Lyda Borelli per Artisti e Operatori dello Spettacolo di Bologna, Casa Residenza Anziani (CRA) di Rubiera; il Centro anziani del comune di Magliano Sabina, Cecilia Alei, Agnesi Graziella

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