In scena un monologo sulla comica tragedia della relazione tra una Donna e un Bambolo gonfiabile. Una relazione di “plastica” che è un’allucinazione salvifica alla quale la Donna si aggrappa per fuggire al suo passato, a una violenza subita, alla conseguente anoressia, a sé stessa. Quel Bambolo rappresenta l’impossibilità di cicatrizzazione della ferita, la sua rimozione, la percezione distorta del proprio corpo anoressico. È la risposta alla domanda d’amore di chi ha paura.
Ma pian piano la protagonista prenderà sempre più consapevolezza di sé, affronterà il suo passato e abbandonerà il suo “amore” per immergersi nel mare della vita reale e imparare a nuotare.
Aiuto regia Anna Zanetti
Scene e costumi Lucia Menegazzo
Luci Giacomo Marettelli Priorelli
Produzione Argot Produzioni
In collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Teatro, PAV/ Fabulamundi Playwriting Europe
Con il contributo di Associazione Erika Onlus e Officine Buone
Si ringrazia Teatro i per il sostegno al progetto, mare culturale urbano e Campeggi Design
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