MILANoLTRE presenta, in collaborazione con il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, la performance site-specific I corpi degli altri del coreografo di fama internazionale Virgilio Sieni. La creazione, in prima nazionale, trae ispirazione dal celebre spettacolo della Compagnia Virgilio Sieni Sonate di Bach – di fronte al dolore degli altri, di cui nel 2026 ricorre il ventennale.
Articolata come un viaggio tra le stanze del PAC, la performance si compone di undici coreografie che trasformano immagini d’archivio dei reporter di guerra e della pittura del Trecento in uno strumento etico e politico: un canto di condivisione e riflessione universale in cui il gesto traspone la tragedia in opera d’arte.
I corpi degli altri si nutre delle danze composte per Sonate Bach e tra queste s’insinua per ricamare, con l’arte del dettaglio, un arazzo antico che rimbalza su di noi, ancora colmo di immagini e fatti dolorosi e guerrafondai.
Cosa possiamo fare? Qui la danza propone sequenze da respirare, invitando il pubblico a percorrerle col fiato dei pori, individuando nei giochi estremi del corpo e nella complessità della coreografia le forme di uno scavo nell’inconscio, dove si annida lo slancio aggressivo. Disattivare il gesto abitudinario attraverso epifanie del gesto.
Come indica Susan Sontag in Davanti al dolore degli altri, la risposta è nello sguardo del pittore del Trecento: la sublimazione della tragedia nella trasfigurazione artistica, senza commento, tra umano e sacro, singolare e universale.
Undici coreografie deflagrano nel gesto del dolore rintracciabile nella pittura dal Trecento al Cinquecento, richiamando eventi tragici dei conflitti recenti: Sarajevo, Kigali, Srebrenica, Tel Aviv, Jenin, Baghdad, Istanbul, Beslan, Gaza, Bentalha, Kabul. Undici date raccolte intorno agli undici brani delle tre Sonate di Johann Sebastian Bach. Le danze assumono l’aspetto di ballate, dedicate alla memoria.
Centinaia di fotografie dagli archivi dei reporter di guerra compongono la partitura di una coreografia che assimila quelle posture, immagini di corpi che si diluiscono nella dinamica, cercando un approccio irrisolvibile all’orrore.
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