Cosa si può dire di Giovanna d’Arco che non sia già stato detto, scritto, cantato, filmato? E’ con questa domanda, ironicamente provocatoria, che inizia lo spettacolo. Giovanna d’Arco, o meglio Jeanette, come amava essere chiamata, è stata infatti oggetto di mille narrazioni, nelle differenti arti, fin da quando era in vita. Facendo tesoro di questo, lo spettacolo intende restituire, in parole e musica, un ritratto vario, dinamico, curioso per quanto fedele agli studi scientifici più rigorosi, di questa ragazza che, pur giovanissima e analfabeta, è riuscita a influenzare il corso della Grande Storia.
Il tutto è restituito dalla maestria di Lella Costa, grande narratrice e interprete dei giorni nostri, in una continua alternanza di toni, con la collaborazione di Gabriele Scotti per la drammaturgia. Il testo è interamente trapuntato dagli affascinanti brani tratti dall’opera verdiana, eseguiti al pianoforte a quattro mani dai giovani compositori e pianisti Betsabea ed Elia Faccini.
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