Lo spettacolo mette a confronto due dei suoi interventi in Parlamento: quello del 31 Gennaio 1921, in cui denuncia le connivenze tra le forze politiche borghesi e le squadracce fasciste, e quello del 30 Maggio 1924, l’ultima seduta a cui Matteotti partecipò prima di essere assassinato, in cui contesta i risultati delle elezioni dell’aprile di quell’anno.
Si tratta di parole che, nella loro nuda e terrificante verità, impressionano per la spietata lucidità con cui il deputato socialista analizzava i fatti. Un invito a riflettere su alcuni valori quali la militanza politica, i diritti di cittadinanza, la possibilità di opporsi alla violenza fascista richiamando i valori di libertà e democrazia, ma anche sul ruolo del teatro nella società, in un modo in cui gli ideali diventano opera d’arte.
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