Il mito greco riletto con gli occhi di oggi e con il coraggio di porre le domande più difficili.
Icaro è rinchiuso in un labirinto, un mondo fatto di vicoli chiusi, strade che s’interrompono, vie d’uscita illusorie. Il labirinto, Dedalo lo sa, si chiama autismo e non ci sono cure. Si può solo amare incondizionatamente.
Cosa è disposto a fare il padre per insegnare al figlio a volare in uno spazio che non ha limiti, nel quale ci si può perdere? Dedalo non può lasciare che Icaro voli da solo nel cielo perché il ragazzo andrà con le sue ali diritto verso il sole. E se quella caduta è inevitabile, che senso ha per un genitore fornire a un figlio quelle ali di cera?
Scenografia Stefano Zullo, movimenti scenici Riccardo Olivier di Fattoria Vittadini
produzione Teatro dell’Elfo, Eco di fondocon il sostegno del MIBAC e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”
Foto Laila Pozzo
Consigliato dai 13 anni
Durata 1 ora e 15 minuti
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