È una nevrosi, una partita di tennis tra borghesi, una cantata d’osteria, un dialogo tra due attori e cantanti… e musicisti, che già dal principio si confondono su chi debba fare lo spettacolo… su chi sia il vero signor G. Con brani tratti dal vastissimo repertorio scritto da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, Si ricerca il continuo tentativo di smascherare l’individuo inserito in una società esausta che lui stesso ha contribuito a costruire. Ponendo l’attore e lo spettatore davanti al riflesso del proprio io, lo specchio mostra tutti gli ambiti dell’essere. Tra poetico, psicologico e politico, l’essere umano si trova a fare i conti con il proprio dualismo. In questo spettacolo di teatro-canzone, le parole di Gaber e Luporini vengono trattate come un classico universale, a ricordare che l’opera di questi grandi artisti non può cessare di raccontare la propria universalità… senza (ahimè) dover considerare che le cose scritte cinquant’anni fa, sono ancora dannatamente attuali.
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