“I buoni mai non fur senza nemici”.
Il Conte di Carmagnola è dominato da personaggi maschili. La guerra è un fatto d’uomini e i valori in gioco sono prettamente maschili, dalla fedeltà militare alla pietas per le vittime. Ma ecco che nell’Atto V, quando la partita sembra ormai già decisa, compaiono due personaggi inattesi.
Si tratta di Antonietta Visconti e Matilde, rispettivamente moglie e figlia del Conte di Carmagnola. Sono le due donne che lo aspettavano a casa ignare del suo destino. Vengono colte dalla tragica notizia della sua condanna e corrono a trovarlo in prigione.
Rossella Rapisarda interpreta un giullare di shakespeariana memoria che, in sella a un cavallo a dondolo, ripercorre le vicende del Conte con spirito caustico e ironico. Tema fondamentale dell’opera è la guerra, tornata prepotentemente attuale in questi mesi. Attraverso la parabola eroica di Carmagnola, Manzoni denuncia l’assurdità dei conflitti. Celebre il verso “I fratelli hanno ucciso i fratelli”, resoconto laconico di ogni battaglia.
L’idea di rileggere una tragedia tutta maschile come Il Conte di Carmagnola, ponendo l’accento sull’ultimo atto nel quale finalmente compaiono due personaggi femminili, rende l’opera molto più contemporanea e vicina alla nostra sensibilità.
Scene e costumi Francesca Ghedini
Musiche originali Marco Pagani
Disegno luci Alessandro Tinelli
Assistente alla regia Fabrizio Kofler
Produzione ScenAperta Altomilanese Teatri in collaborazione con Educarte/Teatro Sociale Delia Cajelli, Eccentrici Dadarò
MTM Teatro Litta e Cavallerizza
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