Teatro Grassi
Il ’68 i padri li voleva uccidere – così si diceva. Quarant’anni dopo, uno scrittore di 26 anni si mette in caccia degli assassini del padre e li scopre tra i dominanti, ma soprattutto rimette all’ordine del giorno della scrittura le vite di cui nessuno vuole più sentir parlare, le nude vite di coloro a cui il potere toglie qualunque protezione. Cercandole e trovandole dove lui non sa nemmeno di essere, nelle profondità di una vocazione subito espropriata dalle dure leggi di una condizione sociale che da sempre è anche un’ideologia, un aspetto della dominazione.
Scrittore che visibilmente guarda al teatro, Édouard Louis è diventato un logico passaggio verso una drammaturgia performativa che guarda sempre di più alla letteratura: abituati per anni a portare in scena le proprie parole e il proprio vissuto – distillati attraverso il lungo percorso di prove – Daria Deflorian e Antonio Tagliarini hanno scelto di affidarsi al testo di un altro con cui condividono alcune affinità fondamentali. A cominciare, ovviamente, dalla relazione tra vita e finzione. E per compiere un’altra tappa nella ricerca sui legami tra figura e sfondo, tra esperienza singolare ed esperienza collettiva.
In scena, Francesco Alberici, vincitore per Chi ha ucciso mio padre del Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35 e già al Piccolo, nella stagione 2023/24, con Bidibibodibiboo.
Traduzione Annalisa Romani, edita da Bompiani / Giunti Editore S.p.A.
adattamento italiano Francesco Alberici, Daria Deflorian, Antonio Tagliarini
collaborazione all’adattamento Attilio Scarpellini
costumi Metella Raboni
Durata: 1 ora e 15 minuti senza intervallo
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