Un monologo onirico e maledettamente terreno che unisce il sogno alla realtà. Dopo la prova di Bob Rapsodhy, Carolina Cametti presta la forza della sua voce e del suo corpo a un personaggio dai capelli blue. È un ragazzo che si è perso, ma non sa né dove né quando. Vuole fuggire, ma rimane incastrato. È sospeso, eterno, instabile, leggero, etereo.
Luci Giacomo Marettelli Priorelli, suono Gianfranco Turco
Scene Roberta Monopoli
Sarta Ortensia Mazzei
Produzione Teatro dell’Elfo
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