Autoritratto in 3 atti

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Autoritratto in tre atti, esattamente come l’artista che lo agita e abita, e si fa beffa dei confini del genere e da video performance di 7min esonda in lecture-performance più ampia.
Il tema centrale è lo sguardo, declinandolo però sotto tre diversi punti di vista; quasi fossero tre differenti modi di guardare ad un guardare.
I ATTO: lo sguardo proprio, come percepito dalla singolare scatola
cranica. Cosa vuol dire abitare un corpo con disabilità?
II ATTO: lo sguardo subìto, che mette in campo il tema dell’intrusività degli sguardi altrui sui nostri corpi; sguardi non richiesti e patiti, che ci rendono oggetti di un certo qual morboso piacere voyeuristico. E che viene rimesso alla persona stigmatizzata di imparare a gestire. Del resto, ogni sistema di potere affermerà sempre che la
responsabilità della gestione della situazione ricada sulle spalle della categoria oppressa. Si apre ora il regno di una discriminazione così ignota da essere sottolineata in rosso quando la si scrive, ma in realtà nascosta in piena vista: l’abilisimo.
Spettacolo accessibile anche ad un pubblico di persone sorde tramite traduzione in LIS
Età: 12+
Biglietti acquistabili online su Eventbrite o presso Libreria Mariclò, Via Val d’Intelvi

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