Tutto torna alla mente confuso, a spezzoni, ma fortunatamente è stato appuntato su fogli di Scottex, agende e cartoni. Memorie personali mescolate alla memoria collettiva: le dimissioni di Papa Ratzinger, le canzoni vincitrici di Sanremo, le gite del centro anziani, l’abbattimento della statua di Saddam, la brina sui kiwi, la sfiducia al governo Prodi.
Un monologo delicato e coinvolgente ispirato dal ritrovamento e dalla ricostruzione delle vecchie agende di Tina, la nonna dell’autrice, il racconto di una donna che sistema una piccola vita mettendo in fila i grandi eventi e il quotidiano. Poi le cose cominciano a confondersi, scappano e cadono pezzi di vita. Allora parla, si perde in una litania ossessiva che sostituisce la vita stessa.
Una riflessione sulla perdita e sul lutto che si rende visibile attraverso il dispositivo linguistico di cancellazione dell’alzheimer, ma che è parte del vissuto di ciascuno.
Sta perdendo la memoria, in realtà perde il mondo intero. E se cadono le parole, se non le chiami più, le cose, come esistono senza nome? Come lo pensi il mare se non hai più l’acqua nella testa?
Elementi scenici Tadema De Sarno Prignano
Disegno luci Omar Scala
Foto Luigi Burroni
Produzione Teatro Franco Parenti
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