Una rilettura dove ogni gesto o parola diventa gioco e voce personale, provocazione intelligente.
L’artista stravolge il testo shakesperiano, rovescia passioni e personaggi nella stessa gabbia da circo all’interno della quale si consuma un elogio della follia.
Un Amleto spiazzante, comico, furibondo, colorato, dove la tragedia si trasforma in commedia, tra potere e oblio, tra frivolezza e pazzia. Quello di Timi è un Amleto annoiato, che non ha più voglia di interpretare la monotona storia familiare, non ha più voglia di amare Ofelia, non ha più voglia di niente. Voci fuori campo lo richiamano, invano, al suo destino. Intorno a lui si muovono i personaggi scaturiti dalla sua instabile mente interpretati da Mascino, Rocco e Lietti, sue storiche sodali artistiche.
Amleto vive nel suo mondo incantato, non di follia, ma piuttosto di metateatro […] è consapevole di recitare una parte, di essere un personaggio nelle mani del suo autore, ma anche del suo pubblico. E anche Timi interpretandolo ne è consapevole. La sua malleabilità fisica e vocale “alla Carmelo Bene” non può che affascinare.
– Sipario.it
Esprimi il tuo giudizio da 1 a 5 Applausi


Invita i tuoi amici a vederlo con te: