Daniele Mencarelli, grande romanziere – già Premio Strega Giovani 2020 con il romanzo Tutto chiede salvezza – affronta nei suoi scritti il tema della pietas e dell’emarginazione della società e lo fa con una scrittura limpida, secca, tagliente.
In Agnello di Dio tratta l’eterna resa dei conti fra padri e figli, adulti contro giovani. Una delle certezze del mondo adulto è accusare le nuove generazioni di aver incenerito i sentimenti, disperso ogni forma di umanità in nome del proprio egoismo assoluto. Niente di più sbagliato.
Lo spettacolo firmato da Piero Maccarinelli ci porta in una scuola cattolica per figli della futura classe dirigente. Samuele, quasi diciottenne, non è emarginato socialmente ma lo è generazionalmente. Viene convocato dalla Preside per un incontro alla presenza di una suora e del padre. Quella che doveva essere una banale riunione scolastica diventa un processo dove ognuno è giudice e imputato, pronto a dichiarare l’inconfessato o il proprio analfabetismo affettivo. Saltate tutte le apparenze, le gerarchie anagrafiche, chi potrà dirsi in buona fede? E chi verrà sacrificato?
Scene, costumi Piero Maccarinelli
Luci Cesare Agoni
Consulenza scenografia Anna Maria Gallo
Consulenza costumi Bruna Calvaresi
Collaboratrice alla regia Ola Cavagna
Assistente alla regia Irene Carera
Produzione Centro Teatrale Bresciano
Durata: 1 ora e 10 minuti
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