Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato.
Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire. Oscillazioni e tentennamenti in ideogramma mobile. Improvvisamente cessa il legame con il passato: corde, reti e lacci tengono in piedi la situazione. Si gioca alla vita in un ideogramma. Il tratto, tradotto in tre dimensioni, sviluppa volumi triangolari diretti verso l’alto che coesistono con linee orizzontali: ma in verticale si muove solo l’uomo. Qui non si racconta la storiella della buona notte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non significa se non è̀ trafitto. Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono. Fine delle parole. Inizio della danza macabra.
Scritto da Antonio Rezza
Un Habitat di Flavia Mastrella
Assistente alla creazione Massimo Camilli
Luci e tecnica Daria Grispino
Organizzazione generale Marta Gagliardi, Stefania Saltarelli
Macchinista Andrea Zanarini
Produzione RezzaMastrella – La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello
Durata: 1 ora e 40 minuti
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