Storia di uno che mi somiglia

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Informazioni

C’è un ragazzo che è stato lasciato. Senza litigi, senza scenate. Semplicemente, una mattina, lei se n’è andata. E lui non ha fatto niente per fermarla.

Lei ha lasciato un vuoto che non si riesce a nominare. Così, per proteggersi, lui prova a fare una cosa molto semplice: fa finta che non sia la sua storia. È la storia di uno che gli somiglia. Forse se tutto diventa finzione si può riavvolgere il nastro e affrontare il dolore. Funziona? No.

Nel frattempo il ragazzo parla con una pianta, odia il suo lavoro, si distrae male, poco, affatto. Prova a riempire l’assenza con l’immaginazione, si arrabbia, riflette, filosofeggia.

E così arrivano anche le risposte, quelle che dovrebbero sistemare tutto. La teoria del “migliore dei mondi possibili” di Leibniz, ma soprattutto l’illuminismo di Voltaire. Sì, va bene. Ma qui di luce ne è rimasta poca. Bisognerebbe almeno cambiare la lampadina.

Storia di uno che mi somiglia è un tentativo un po’ storto, un po’ ostinato, di tornare a vivere senza sapere bene come si fa. Di restare. Di non scappare. Di non cancellare tutto. E magari con quello che resta provare a riscrivere la propria storia, o meglio la storia di qualcuno che ci somiglia.

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