Romanzo “teatrato” come lo definiva Testori, rimasto a lungo inedito e mai rappresentato sulla scena.
La pièce ci appare come una prosecuzione di “In exitu” e cioè la storia di un reietto (di nome Torquato) che viene soppresso dalla nostra società di persone perbene. Quest’uomo si degrada, va indietro fino a conquistare la sua salvezza e la sua vittoria attraverso l’abbassamento e la regressione. Analizzando il testo, compaiono riflessioni di bruciante attualità: ad esempio l’empietà della “città-civis”, di una Milano che ha degradato la sua cultura morale e che ha trasformato il suo tessuto morale.
Roberto Trifirò
Scenografia Gianni Carluccio
Costumi Stefano Sclabas
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