Letture tratte da “La fame” di Martin Caparros e altri contributi
Abbiamo fame due, tre volte al giorno. Apriamo il frigorifero, la dispensa, ed è tutto lì. La fame vera, quella che morde lo stomaco, molti di noi non sanno neppure più che cos’è. Una parte del mondo occidentale, la parte più fragile della nostra società, invece la conosce ancora, e ce l’ha come compagna di vita. La stragrande maggioranza del resto del mondo, un MILIARDO di essere umani, la guarda negli occhi tutti giorni. E’ questo un grande rimosso della nostra epoca, una vergogna di cui non ci vergogniamo neppure più perché la fame vera è un pensiero impensato, una sensazione sconosciuta. Attraverso le pagine di “La fame” di Martìn Caparròs rimettiamo a tema questo rimosso, per scandagliarne le vicinanze nel nostro Sud Italia attraverso un brano teatrale tratto da “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta, fino alla sorpresa di una poesia spietata di J. Prevért.
Ore 21:00
Ingresso gratuito
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