“Voglio offrire vita e morte, sanità mentale e pazzia, voglio criticare l’intero sistema sociale e mostrarlo all’opera, in tutta la sua intensità – Ma forse mi sto dando delle arie.”
Virginia Woolf, 19 giugno 1923
Sono queste le parole che Virginia Woolf annota nel suo diario durante la lavorazione di Mrs Dalloway. Dopo cento anni dalla sua pubblicazione, il romanzo torna a parlarci.
Clarissa Dalloway non ha mai smesso di vivere quel mercoledì 13 giugno 1923. Continua a organizzare la sua festa per celebrare la vita, nel tentativo di ignorare le domande che dal passato ritornano a galla. Ma lo spettatore non può non riconoscere gli indizi di pericolo che la narrazione sottende. Nonostante gli sforzi di Clarissa, la crudeltà della guerra busserà alla sua porta. “E così, in mezzo alla festa, ecco la morte.”
La messinscena porta gli spettatori all’interno dello spazio scenico, ospiti della festa di Clarissa, mentre altrove qualcuno muore. Entriamo nella pagina bianca in cui, dietro le quinte, arrivano echi di guerra.
La Cavallerizza
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