La coreografa e danzatrice Ola Maciejewska, nata in Polonia, attualmente residente a Parigi, ha presentato i suoi lavori in diversi paesi del mondo (Svizzera, Spagna, Canada, Polonia, Portogallo, Olanda) e in contesti prestigiosi tra i quali il Centre Pompidou nell’ambito del Festival d’Automne a Parigi, la Biennale Danza di Lione, il National Taichung Theatre di Taiwan. Nel 2019 ha ottenuto la borsa di studio «International Tanzmesse NRW» per una ricerca sul lavoro scenografico di Rolf Borzik presso l’Archivio della Fondazione Pina Bausch. In Loïe Fuller: Research la Maciejewska rivisita il “Dancing Dress”, l’abito-scenografia inventato da Loïe Fuller, una delle pioniere della danza moderna americana, in uno sviluppo giocoso di forme cangianti che evocano la relazione tra “la scultura” e “lo scultore”. La pratica fisica ricrea il movimento della materia quando questa prende forma: un movimento che nasce dalla relazione tra il corpo umano e il “dancing dress”. L’idea di tale esercizio non è accentuare lo slancio che ci spinge a vivere una relazione fisica con le cose, ma piuttosto di creare delle forme che rendano questa relazione visibile.
Ideazione e performance Ola Maciejewska
Design dance construction Jolanta Maciejewska
Organizzazione e amministrazione Caroline Redy
Produzione So we might as well dance
Commissionato da TENT Rotterdam/ NL
Con il supporto di Zeebelt Theatre/ NL
Grazie a Judith Schoneveld
DURATA 40 minuti
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