Un viaggio poetico attraverso la memoria. In questo spettacolo José Maya si presenta come un viaggiatore tra passato e futuro, trasformando il canto e la danza in strumenti di denuncia, verità ed emozione profonda. Il lontano non è distanza, ma origine: ciò che continua a bruciare dentro di noi, ciò che ci fa cantare quando le parole non bastano più.
Attraverso un linguaggio intenso e simbolico, lo spettacolo esplora la memoria – unica custode dell’identità – e ci invita a guardare dentro quei silenzi che resistono perché ricordano. Una celebrazione della vita, un atto di gratitudine e un’immersione nei paesaggi interiori che ci definiscono.
Altre informazioni
Chitarra El Peli
Violoncello Batio Hangonyi
Percussioni Ivan Fernández
Direzione di scena Ana Morales
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