Daria Deflorian torna in veste di regista e attrice per portare in scena il gesto misterioso, potente, irrazionale e politico di Yeong-hye, protagonista de La vegetariana, romanzo di Han Kang. L’umanità è dannosa, furiosa, assassina, violenta, tutte cose che Yeong-hye non vuole essere. Lei non vuole smettere di vivere. Vuole smettere di vivere come noi.
Il progetto è l’adattamento per il teatro del romanzo della scrittrice sudcoreana Han Kang, Premio Nobel per la Letteratura 2024. La vegetariana è stato il libro che l’ha fatta conoscere nel 2016 nel nostro Paese e che le era già valso il Man Booker International Prize nello stesso anno.
La vicenda è quella di Yeong-hye che è, nelle parole di suo marito che aprono il primo capitolo, una donna «del tutto insignificante». È una casalinga diligente, una moglie ragionevolmente attenta, una giovane non del tutto infelice, ma senza nessuna grande passione. Suo marito è un impiegato mediocre, non molto ambizioso, leggermente disilluso dalla sua vita, ma non in modo drammatico. Il tempo scorre e i due continuano a vivere la loro vita ordinaria, ma la loro normalità è più fragile di quanto si rendano conto. Le cose cominciano a incrinarsi il giorno in cui Yeong-hye butta via tutta la carne dal congelatore e annuncia che d’ora in poi diventerà vegetariana. L’unica spiegazione che dà al marito è: «Ho fatto un sogno».
È un testo sensuale, provocatorio e violento, ricco di immagini potenti, colori sorprendenti e domande inquietanti. Mentre la protagonista cambia, anche la lingua del libro cambia, dall’irritazione sconcertata della narrazione in prima persona del marito nella prima parte, alla prosa misurata del mondo della sorella, dalla narrativa densa e sanguinosa dei sogni di Yeong-hye alle descrizioni vivide di corpi dipinti con fiori che stanno sbocciando o sfiorendo nel capitolo dedicato al cognato. Frase dopo frase, La vegetariana è un’esperienza straordinaria.
Scene dal romanzo di Han Kang
adattamento del testo Daria Deflorian e Francesca Marciano
co-creazione e interpretazione Daria Deflorian, Paolo Musio, Monica Piseddu, Gabriele Portoghese
aiuto regia Andrea Pizzalis
scene Daniele Spanò
luci Giulia Pastore
suono Emanuele Pontecorvo
costumi Metella Raboni
Lo spettacolo contiene scene di nudo
Consigliato a partire dai 16 anni
Durata: 1 ora e 50 minuti senza intervallo
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