Dario D’Ambrosi, uno dei maggiori artisti d’avanguardia italiani e fondatore di Teatro Patologico, in uno dei suoi spettacoli più celebri.
All’interno di una stanza silenziosa piena di vecchi mobili un uomo è intento ad aggiustare dei piatti rotti sparsi per la scena. Tratta gli oggetti che lo circondano con cura, rivolgendosi a loro come fossero vivi e, così facendo, li anima, tanto da confondere realtà ed immaginario. L’isolamento in cui vive è talmente forte che l’unico possibile dialogo è con sé stesso. Ecco allora che per quest’uomo, ignorato dal resto del mondo, una semplice trota può diventare il fulcro esistenziale.
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