Un uomo si rende conto di vivere nella menzogna, arriva a considerare la sua stessa esistenza una menzogna. La vita, nella sua ripetizione quotidiana, lo spinge a isolarsi in una modesta stanza in una grande città. Tutto parte da una telefonata che annuncia la morte di un’amica d’adolescenza dimenticata. Questo evento lo fa riflettere sul proprio passato e presente, tormentandolo di notte. Il sonno diventa inquieto e le giornate ripetitive perdono di significato. Il confine tra realtà e sogno sfuma, generando un dolore interiore e domande sulla propria vita. L’uomo si sente come all’interno del sogno di qualcun altro e in preda a una paura fino ad allora sconosciuta si rinchiude nella piccola stanza, che diventa rifugio e prigione. Una notte, inaspettatamente, si ritrova per strada e incontra un uomo simile a lui, dando inizio a una ricerca di significato e comunicazione, in un gioco paradossale di riflessioni riguardanti il suo stato.
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