Impossibile, è solo una parola

0,0
Applaudito da 0 persone
0 Nel Foyer

Informazioni

Sinossi

Quando nel 2020 il mondo si ferma, un gruppo di persone parte alla ricerca di un rifugio.
Lo trovano dopo varie peripezie, portati avanti da una tenacia che nemmeno loro riescono a spiegare. In quello spazio in collina, circondato da poche case e dal bosco, portano avanti insieme i principi di Okko, l’associazione culturale che già da vario tempo svolgeva la sua attività nella Bassa Parmense. Che cosa c’è da raccontare? Quello che c’è sempre stato e che ora sembra essere dimenticato. La relazione tra le persone, il rispetto per se stessi e per questa terra che sempre di più rispecchia la richiesta di cure diverse.
Ci sono cose intorno a noi che chiedono di essere testimoniate con il viverle e con la generosità di condividerle con gli altri. Si tratta di fragili fortezze che nessuno può espugnare, ma che ogni attacco rende sempre più forti.
Okko è prima di tutto una casa, aperta a scambi ed esperienze, in un momento che sempre più cerca di chiudere le persone in isolamenti del corpo e della mente.
I quattro che la compongono racconteranno la loro storia a Danae nella sezione Laterale.

Altre informazioni

DURATA 60 minuti

L’Associazione OKKO è presente con un intervento ancora a partire da una casa, che è anche uno spazio culturale e un progetto di vita. Curata dall’attrice e regista Milena Costanzo, dall’artista visiva Simona Costanzo, dal costruttore, artigiano e inventore Andrea Montecchini insieme a Alessio Gennari, botanico naturalista, che coltiva varietà antiche e tradizionali di ortaggi in totale biodiversità (Terre di San Secondo), OKKO è prima di tutto una casa, aperta a scambi ed esperienze, in un momento che sempre più cerca di chiudere le persone in isolamenti del corpo e della mente. Coloro che la animano hanno fatto delle loro passioni e professioni un’occasione di condivisione: arte, artigianato, agricoltura e biodiversità. Le parole “cultura” e “coltura” hanno la stessa radice e così a OKKO ci si occupa di piante e persone rispettandone la diversità. Che cosa c’è da raccontare? Quello che c’è sempre stato e che ora sembra essere dimenticato. La relazione tra le persone, il rispetto per se stessi e per questa terra che sempre di più rispecchia la richiesta di cure diverse.

Foyer

Vuoi dire la tua? Partecipa alle Chiacchiere nel foyer