Un noir psicologico che scava dentro un passato inafferrabile, dentro i ricordi, le amnesie, le ferite, gli smarrimenti di Victor, che a causa di un incidente non ricorda più nulla. E nei ricordi di Marion, una donna la cui identità si scoprirà gradualmente. Rapiti da un dialogo che è una continua spirale, ci interroghiamo sulla natura della relazione tra i due, che sembrano conoscersi molto più di quel che raccontano.
Una parete a led riflette i protagonisti rovesciando e frammentando la realtà, suggerendoci che tutto è vero e, al contempo, è vero anche il suo contrario. Bravissimi Linda Gennari e Antonio Zavatteri nel costruire il vortice emotivo dei protagonisti.
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