Il ricordo di un momento tragico della storia collettiva del Paese è lo spunto per una riflessione collettiva trasversale a tante realtà, dal teatro al mondo accademico, dalla scuola alle istituzioni, intorno al tema dell’emergenza idrica e del futuro delle nuove generazioni ai tempi della crisi climatica.
Marco Paolini rimette in scena uno spettacolo storico del suo repertorio, Il racconto del Vajont, orazione civile che creò nel 1993 per narrare in tutta la sua spaventosa tragicità la giornata in cui il monte Toc franò e oltre duemila persone persero la vita.
Sono trascorsi sessant’anni dalla tragedia della diga del Vajont ma sembra che questo episodio, come i mille altri susseguitisi, nel nostro paese come nel mondo – e aventi come minimo comun denominatore il fatto di essere stati sempre provocati da un intervento violento dell’uomo sulla natura e sul paesaggio circostanti – non siano stati sufficienti a sviluppare, a livello globale, una maggiore consapevolezza della necessità di un equilibrio nella nostra relazione con l’ambiente. L’emergenza idrica che attanaglia particolarmente il nord Italia, ma anche l’eterno problema della dispersione all’interno della rete idrica nazionale, ci chiamano a una riflessione sul valore e sulla preziosità di quell’insostituibile risorsa chiamata acqua.
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