La vicenda è nota, il ricco mercante veneziano Antonio si rivolge all’ebreo usuraio Shylock, facendosi garante per l’amico Bassanio, ma Shylock impone una spietata obbligazione: se il prestito non verrà restituito egli esigerà una libbra di carne proprio da Antonio. Con i suoi potenti temi universali Il mercante di Venezia di Shakespeare – rappresentato per la prima volta a Londra nel 1598 – pone al pubblico contemporaneo questioni di assoluta necessità: scontri etici, rapporti sociali e interreligiosi mai pacificati, l’amore, l’odio, il valore dell’amicizia e della lealtà, l’avidità e il ruolo del denaro. Ad interpretare questo raffinato allestimento firmato da Paolo Valerio, troviamo una notevole compagnia d’attori capeggiata da Franco Branciaroli, che offrirà una prova magistrale nel ruolo di Shylock, figura sfaccettata, misteriosa, crudele nella sua sete di vendetta, ma che spiazza gli spettatori suscitando anche la loro compassione. Un mondo vibrante di personaggi che incarnano inquietudini, chiaroscuri e complessità di modernità assoluta.
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