1920. Lo sciopero delle lancette – 200 mila lavoratori pronti a instaurare la rivoluzione comunista in Italia – è stato un grande fallimento.
Un Antonio Gramsci non ancora trentenne si confronta con gli operai torinesi per convincerli che la strada dell’agitazione è ancora quella giusta da percorrere. 2019. Su un muro del carcere di Turi viene imbrattato un famoso murales dedicato a Gramsci, che proprio in quel carcere aveva passato cinque anni della sua prigionia scrivendoci il grosso dei suoi Quaderni.
Una mano anonima ha scritto “gay” sulla fronte del fondatore del Partito Comunista Italiano. Questo spettacolo unisce i puntini per riflettere sul rapporto fra politica e indifferenza, impegno e disillusione, fuoco e cenere.
Durata: 55 minuti senza intervallo
Scene e costumi Gaia Crespi
voce e tecnica Mattia Sartoni
produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri
con il patrocinio di Fondazione Gramsci
Premi
Premio Nazionale Franco Enriquez 2025 – Città di Sirolo XXI edizione a Mauro Lamantia cat. Teatro Teatro Classico e Contemporaneo sez. Migliore Interprete Spettacolo vincitore della Borsa Teatrale Anna Pancirolli 2022 e del bando Teatro… Voce della società giovanile 2021
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