Uno slalom tra diversi argomenti: economia e politica, famiglia e religione, società e costume, ma anche considerazioni private e scampoli di autobiografia, nel tentativo di indagare i dubbi più atroci della contemporaneità.
Una satira che gioca su più livelli, sul confine invisibile che divide la risata dalla tragedia.
Mescolando narrazione e stand up comedy, cabaret e prosa, Paolo Faroni si avventura in un flusso incosciente potentemente comico e poetico che non fa sconti a nessuno, in primis a se stesso.
Un monologo à la Pazienza, che passa da uno stile a un altro, usando come unico collante l’ironia e la sua regola aurea: una gravità velata di leggerezza.
Flusso d’incoscienza svela in anteprima l’ultima creazione di Paolo Faroni e chiude il trittico della personale (NIENTE DI PERSONALE) dal 10 al 12 gennaio al Teatro della Contraddizione, dove ha debuttato con Un’ora di niente, e poi con Perle ai porci.
Si può produrre ancora una comicità sufficientemente intelligente da lasciare interrogativi e riflessioni al pubblico? Una comicità che nasconda pensieri acuti capaci di resistere nella mente e nel cuore dello spettatore così che lo spettacolo non sia soltanto intrattenimento? NIENTE DI PERSONALE cerca di rispondere dall’intuito di Paolo Faroni.
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